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#integralismo

Credo sia importante comprendere che esiste una forte differenza tra integralismo ed integrità; ma non avendo più rispetto per la lingua, ormai non ci si fa più caso:

(Paolo Tognina) All’inizio del ventesimo secolo, all’interno del cattolicesimo è nata una corrente, definita “modernista” dai suoi avversari, che intendeva ammorbidire la rigidità dottrinale della chiesa romana per adattarne l’insegnamento alla modernità. I modernisti erano favorevoli a uno studio storico critico della Bibbia e nei dogmi distinguevano tra la formulazione, legata al contesto culturale, e il fondo o la sostanza che essi esprimono.
Contro il modernismo, condannato da Roma, sono sorti gli integristi che intendono difendere l’integralità del cattolicesimo. Secondo gli integristi, la verità costituisce un blocco monolitico: modificare la minima particella di quella che è ritenuta la verità equivale, secondo loro, a tradirla nel suo insieme. Al desiderio modernista di integrità, nel senso di onestà e di rigore intellettuale, risponde dunque la rivendicazione di un’integralità che difende e conserva tutto.
Integro e integrista, sono termini simili, ma dal significato profondamente diverso, che definiscono due tendenze contrarie. La prima prende sul serio il pensiero e la conoscenza e si batte per una fede intelligente e informata. La seconda aspira a una religione intangibile, si sottomette in modo acritico alla tradizione, conforma ogni cosa alla tradizione, senza rivedere nulla e senza riformare nulla. Oggi gli integristi si oppongono, ad esempio, ai cambiamenti – timidi e prudenti – introdotti mezzo secolo fa dal Concilio Vaticano II.
Atteggiamenti simili si riscontrano in ogni epoca, in tutte le religioni e in tutte le ideologie. La paura di essere infedeli alla tradizione o di esporsi a pericolosi compromessi degenera in una chiusura che rasenta il fanatismo. Analizzare, distinguere, discernere, non prendere tutto per buono e non respingere indistintamente ogni cosa è invece il principio di un pensiero critico che si oppone a ogni forma di integrismo. Abbracciando e facendo propria la massima dell’apostolo Paolo, il quale esorta a “esaminare ogni cosa e ritenere il bene”.
(questo testo è stato diffuso nell’ambito del programma “Tempo dello Spirito”, in onda ogni domenica, su RSI Rete Due, alle 8.05 ca.; vai al podcast del programma)

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